Report della commissione Sanità dell’1 luglio – Seduta pomeridiana

SAN MARINONel pomeriggio i lavori della Commissione si concludono con l’approvazione a larga maggioranza dell’Ordine del giorno presentato da Stefano Canti, del Pdcs, sottoscritto da Pdcs, Ap, Ps e Psd,: 9 infatti i voti a favore, due gli astenuti e un solo voto contrario. Con il documento, la Commissione consiliare invita “il congresso di Stato a prendere atto della volontà del Comitato esecutivo dell’Iss di rimettere il proprio mandato e a provvedere – in tempi brevi e nei modi più congrui- alla sua sostituzione nei termini di legge, al fine di garantire la piena operatività dell’Istituto per la Sicurezza sociale”.

Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio.

COMMA 2. Audizione della Consulta Sociale e Sanitaria

Stefano Canti, Pdcs: “I problemi evidenziati dalla Consulta non riguardano i servizi dell’Iss, il segretario ha ripercorso nel suo intervento il processo di rilancio e la riorganizzazione. Per esempio oggi abbiamo visto i numeri della riorganizzazione della Medicina di base, è un forte segnale di potenziamento del servizio per gli assistititi. Il problema che la Consulta ha voluto fare emergere è invece la mancanza da tempo di dialogo con la dirigenza dell’Istituto, dialogo che manca anche all’interno con i singoli operatori dell’Iss. Credo la politica debba farsi carico di questo problema e cercare di risolverlo. Al di là delle problematiche, la politica non ha mai fatto mancare il suo appoggio. La direzione credo abbia avuto il suo tempo per cercare di migliorare i rapporti con gli operatori, loro stessi hanno rimesso il mandato al Segretario e noi come commissione non possiamo far altro che prendere atto della volontà del Comitato esecutivo e sollecitare il congresso affinché in tempi brevi sostituisca la dirigenza per dare piena operatività all’Iss. La maggioranza ha lavorato su un Odg e aprirei il dibattito con l’opposizione per allargarne la condivisione. Ne do lettura: “La Commissione consiliare permanente Igiene e Sanità, sentito il riferimento in comma Comunicazioni del Segretario di Stato per la Sanità, preso atto della decisione del Comitato esecutivo dell’Iss di rimettere il proprio mandato; tenuto conto della comunicazione scritta della Consulta sociale e sanitaria del 6 giugno scorso e della successiva audizione in Commissione, invita il congresso di Stato a prendere atto della volontà del Comitato esecutivo di rimettere il proprio mandato e a provvedere – in tempi brevi e nei modi più congrui- alla sua sostituzione nei termini di legge, al fine di garantire la piena operatività dell’Istituto per la Sicurezza sociale”. E’ una prima bozza dell’Odg che spero possa essere condiviso all’unanimità o a larga maggioranza”.

Massimo Cenci, Ns: “Nel momento in cui una legge prevede soggetti di sistema con alcune competenze e prerogative va rispettata e perseguita. E’ evidente che se esistono posizioni critiche che, come questa mattina abbiamo sentito, ci portiamo dietro da tanto tempo. Può darsi che l’efficacia di questa legge non sia più alta e che occorrerà intervenire per modificarla. Chiedo anche, in funzione dell’Odg, di poter avere la comunicazione con cui i membri del Comitato esecutivo si sono dimessi. Non tutte le persone del comitato sono al momento al centro di contestazioni, forse un approccio più complessivo credo possa non essere sbagliato in questa fase”.

Guerrino Zanotti, Psd: “Ritengo di non avere le capacità professionali per poter giudicare con precisione l’operato del Comitato esecutivo, mi rimetto alla decisione che ha preso alla luce dei problemi che sono stati sollevati di rimettere al proprio mandato, perché evidentemente sono venute meno le condizioni per proseguire e ritengo di dover accogliere le dimissioni. Anche a me piacerebbe vedere la lettera con cui si è rimesso il loro mandato. La governance dell’Iss va oltre l’operato dell’organo amministrativo, è necessario ci sia la presenza della politica, non che interferisca sull’operato dell’amministrazione, ma che sappia svolgere quel ruolo di monitoraggio affinché le linee dettate dal governo e dal Consiglio grande e generale siano rispettate. Non finisce qui il compito di questa commissione e del Consiglio grande e generale del prendere atto della decisione del Comitato esecutivo, c’è la necessità di governare in modo chiaro, trasparente e tempestivo tutto il processo svolto dall’Iss nel Paese. Il richiamo è a una responsabilità, non è cancellando l’attuale governance che risolviamo i problemi del Paese. Le future nomine siano condotte senza logiche di spartizione, mi auguro si possa cambiare strada dal passato”.

Roberto Venturini, Pdcs: “La Consulta oggi ha confermato i punti espressi nella lettera, un documento importante e pesante, però gli esponenti ci hanno detto che il malessere andava avanti da diverso tempo. Sinceramente un po’ di amarezza ce l’ho. Caruso aveva capacità professionali e un carattere giusto per fare le riforme e poter cambiare certi atteggiamenti che possono essere considerati privilegi nella nostra sanità. Sicuramente certi passaggi non sono stati seguiti al meglio, in parte può essere colpa della politica. Probabilmente il malessere è dovuto ala mancata condivisione di certe scelte. Per me ci sono stati problemi più a livello caratteriale che di gestione e capacità organizzativa. Probabilmente la Dott.ssa era abituata a gestire le problematiche in altre Ausl italiane con altri criteri. Questo è un piccolo ospedale e ci si conosciamo tutti, probabilmente si sarebbe dovuta usare una certa cautela e un certo dialogo preventivo quando si vanno a porre cambiamenti e innovazioni che sono sempre traumatici. Sicuramente la gaffe fatta sul caso di Ostetricia è stata la cosa più devastante, ovvero sottolineare il fatto che nel nostro servizio, per i numeri che abbiamo, non poteva parlarsi di sicurezza. Ritengo il passaggio sia obbligato e l’Odg letto da Stefano Canti possa trovare massima condivisione. Mi auguro non ci sia un periodo troppo lungo nelle nuove nomine, perché una vacatio troppo lunga non giova all’organizzazione della nostra sanità. Un direttore generale delegittimato non ha più forza nelle decisioni da prendere nel governare un ospedale. Le figure del Comitato esecutivo per legge si devono dimettere tutte e tre, una volta dimesso il direttore generale. Ciò non vieta che, per esempio, il direttore amminstrativo non possa essere confermato. Obiettivo è sempre quello di mantenere i nostri servizi sanitari ai livelli attuali e il massimo sforzo deve essere quello di lavorare tutti insieme cercando di salvaguardare le professionalità al nostro interno”.

Francesco Mussoni, segretario di Stato: “Se dovessi replicare al consigliere di C10 Santi starei mezz’ora, lui non ha parlato dei servizi o dei problemi tra organismi dell’Iss, ne ha fatto un problema politico. Abbiamo passato anni difficilissimi dal punto di vista delle risorse e della riorganizzazione, ho citato alcuni risultati, ma oggi il dibattito era sulla posizione della Consulta e sul rapporto con il Comitato esecutivo e su alcuni passaggi tecnici. Credo che da parte dei dirigenti ci sia stato un atteggiamento di responsabilità. In questa Commissione si è preso atto di una disponibilità responsabile da parte dei dirigenti e il congresso farà valutazioni che mi sembrano abbastanza ovvie per fare in modo ci sia un accompagnamento dell’istituto per i prossimi mesi fino al rinnovo del Comitato esecutivo. Ci sono fatti e dati e non possiamo neanche trasformare il dibattito dei comportamenti dei dirigenti sul giudizio della sanità sammarinese, che è altra cosa. La politica in questo caso credo abbia svolto la sua funzione, la Consulta ha svolto un ruolo chiaro, oggi c’è stato un passaggio importante in questa commissione e il governo dovrà condurre la situazione verso una prospettiva e governare questo cambiamento che è in corso. Non mi piace ci sia un giudizio su una dirigenza che comunque ha prodotto e ha dato risultati in un momento difficilissimo. Figuriamoci poi se C10, Su non chiedono le dimissioni del segretario di Stato. Questa è la politica, ma se permettete l’istituto è una cosa un po’ più complessa”.
Franco Santi, C10: “Le dimissioni del segretario alla Sanità vengono chieste come conseguenza di incapacità di incidere sulle cose che dovevano essere fatte. Il fatto che venga qua oggi e non si voglia assumere questa responsabilità è una presa in giro”.
Francesco Mussoni, segretario di Stato: “Dopo tre anni di lavoro ci sono risultati. Io mi prendo le responsabilità, ma governiamole e andiamo avanti. Abbiamo un fabbisogno frutto di un duro lavoro con i i dirigenti, gli accordi con le Regioni… se per lei sono cose da poco, visto che non sono mai stati fatti, facciamo finta che non ci sono? Faremo finta che non valgono niente? Non è questa la politica nuova, ma vecchia politica, quella degli Odg per fare la caccia delle teste”.
Massimo Cenci, Ns: “Motivo l’assenza del nostro voto favorevole a questo Odg. Ancora non abbiamo visto la lettera delle dimissioni del Comitato esecutivo e non sappiamo cosa c’è scritto, ma ci limita nella lettura dell’Odg che non porta la nostra firm. Sappiamo che il comitato è composto da tre persone e con questo Odg vengono tutti messi sullo stesso piano piano . Ci piacerebbe, seguendo il ragionamento di Roberto Venturini fare un distinguo, ma questo Odg dice che si invita il congresso di Stato a sostituire un intero Comitato esecutivo, significa tutti e non è una scelta che possiamo fare con lucidità in questo momento”.

1 Luglio 2016
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