Bernaudo (Sos partita Iva): "Stop riscossione in pendenza di giudizio" - DIRE.it

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Bernaudo (Sos partita Iva): “Stop riscossione in pendenza di giudizio”

bernaudoROMA  – “Ci risiamo, i dati sul contenzioso tributario ottobre-dicembre 2015 confermano che va abolita immediatamente la barbarie incostituzionale della riscossione tributaria in pendenza di giudizio”. Così Andrea Bernaudo, leader del movimento Sos partita Iva, commenta gli ultimi dati 2015 sul contenzioso tributario diffusi dal ministero delle Finanze.

“Nelle Ctp (commissioni tributarie provinciali, 1^ grado) e nelle Ctr (commissioni regionali per il 2^ grado) infatti, anche questa volta, la percentuale di giudizi completamente favorevoli all’Ente impositore è stata di circa il 45%. Lo Stato ha quindi torto nella maggioranza dei casi– continua Bernaudo- Il fisco italiano, tuttavia, si avvale della riscossione in pendenza di giudizio e può così andare a caccia di soldi in modo indiscriminato, sperando che i contribuenti, soprattutto i più piccoli ed indifesi e quelli che lavorano in proprio, paghino al primo ‘avviso’ senza ricorrere. Poco importa che il più delle volte, invece, all’esame di un giudice, la cartella fiscale si fondi su una pretesa infondata. Il fisco inoltre- spiega ancora il leader di Sos partita Iva- ha poteri discrezionali abnormi anche in caso di ricorso del contribuente e questo è davvero contro lo stato di diritto”.

“La legge- dice Bernaudo- consente allo Stato di far cassa lo stesso, finanche in pendenza di giudizio e lo può fare sul 33% della presunta evasione e in alcuni casi – come per le pretese dell’Inps – anche su tutto e poco importa che poi nel 55% dei casi l’intimazione forzata al pagamento risulterà del tutto o in gran parte infondata”. “Tutto si regge- spiega- su una barbarie incostituzionale che genera una vera e propria ‘estorsione’ legale di Stato. Si chiama ‘solve et repete’, cioè l’obbligo in capo al contribuente di pagare subito un terzo della pretesa fiscale se vuole ricorrere al giudice, un istituto barbaro che noi denunciamo da anni e sulla cui abolizione siamo mobilitati. Abbiamo già fatto depositare la nostra proposta di legge alla Camera ed al Senato. I partiti politici presenti in Parlamento- incalza Bernaudo- sono però occupati in altre faccende, si disinteressano dei diritti dei contribuenti italiani, per loro siamo solo vacche da mungere, anche con sistemi anticostituzionali. In questi partiti- conclude amaramente Bernaudo- non riponiamo più alcuna fiducia, ma non molleremo e continueremo la battaglia, perchè è una questione di civiltà giuridica che va risolta. Va tolto il cappio dello stato dal collo dei contribuenti, altrochè ‘fisco amico’”.

1 luglio 2016
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