Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).
Buona lettura!

ELIOR (BO), 2/7 SCIOPERO CONTRO I LICENZIAMENTI

“Elior, la multinazionale francese di ristorazione entrata nelle cronache cittadine perché fra i soci privati di Seribo, ha annunciato il licenziamento di 23 lavoratori impiegati presso la cucina centralizzata di Zola Predosa (Bo), in conseguenza alla chiusura della cucina e al trasferimento dell’attività produttiva in una nuova struttura, sempre sita a Zola Predosa”. Ne danno notizia, in una nota, Filcams, Fisascat e Uiltucs di Bologna.
“La fase di confronto sindacale si è conclusa con un mancato accordo: Elior non si è resa infatti disponibile a discutere con le organizzazioni sindacali soluzioni alternative ai licenziamenti, quali il ricorso agli ammortizzatori sociali, in primis il contratto di solidarietà”, si legge in un comunicato. Che prosegue: “Per questa ragione i lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione seguito da scioperi di un’ora al giorno, per l’intera settima con il conseguente blocco dell’attività lavorativa. Lo sciopero proseguirà sino a quando l’azienda non ritirerà i licenziamenti”. Il prossimo incontro tra aziende e sindacati è previsto per il 2 luglio, presso la sede della città metropolitana.

GENOVA, NIDIL CGIL A TOTI: RISOLVA QUESTIONE PRECARI GASLINI

Uno dei primi problemi che il nuovo presidente della Regione Giovanni Toti troverà sulla propria scrivania riguarda gli oltre 100 ricercatori precari del Gaslini. Durante la campagna elettorale Toti si era “impegnato a trovare una soluzione al problema dei precari di lungo corso” dell’istituto e Nidil Cgil, con una lettera, gli ricorda quel problema e quella promessa, chiedendogli un incontro urgente. Si tratta di un gruppo di lavoratori dotati di elevata professionalità e un alto grado di specializzazione, con una media di 10-15 anni di precariato alle spalle. Nonostante una legge regionale del 2009, autorizzata dal ministero della Salute, prevedesse l’ampliamento della pianta organica del settore ricerca dell’istituto sanitario, non è accaduto nulla. Anzi, nel luglio 2011, il consiglio di amministrazione del Gaslini ha approvato una delibera che metterà gravemente rischio il posto di lavoro di decine e decine di professionisti e determinerà per l’Istituto la perdita di personale altamente qualificato. Nella delibera si prevede in pratica che gli attuali contratti a termine non possano essere rinnovati dopo il 2016. Dopo l’ennesimo incontro, ancora interlocutorio, nella giornata di ieri con la direzione del Gaslini, Nidil Cgil ha deciso di scrivere a Toti e anche al cardinale Bagnasco, nella sua veste di presidente della Fondazione Gaslini. Nelle missive si segnala, oltre a questa situazione, come da anni si assista al rimbalzo di responsabilità tra la Regione e l’amministrazione dell’Istituto Gaslini a danno dei lavoratori ma, anche di tutta la sanità e la ricerca italiana visto l’elevato livello scientifico dell’apporto di questi ricercatori.

AEROPORTO MARCHE, ASSUNTI 16 LAVORATORI HANDLING

Si è finalmente conclusa l’odissea di 16 lavoratori del carico e scarico dell’aeroporto Marche di Ancona-Falconara. “Lavoratori che, per oltre 15 anni, hanno dovuto sempre “mendicare” il lavoro, con società e cooperative spesso fallite, con un intermezzo vergognoso di contratti co.co.pro e infine da un anno e mezzo a questa parte con un contratto somministrato da una agenzia Interinale spesso rinnovato all’ultimo giorno di vigenza”, dichiara Fabrizio Fabbietti, segretario generale della Filt Cgil delle Marche.
“Un atto conciliativo di assunzione con contratto part-time ciclico al 70% nella società di gestione Aerdorica è un primo passo che dà dignità e diritti – continua il sindacalista -. La Filt Cgil, da sempre al loro fianco, continuerà a lavorare per perseguire condizioni sempre migliorative e a tutelare il lavoro e la dignità dei lavoratori. Aerdorica ha finalmente compreso l’importanza di avere questi lavoratori nel proprio organico perchè il senso di appartenenza, combinato agli sgravi fiscali della legge di stabilità 2015, porterà un risparmio economico importante. In questa ottica è importante che la Regione, socio di maggioranza, ponga un’attenzione particolare al un rilancio e alla stabilità di una delle più importanti infrastrutture della Regione Marche, con una politica di sviluppo e di risparmio gestionale”.

CANTIERE NAVALE PALERMO: FIOM, CONTINUIAMO CON NOSTRE DENUNCE

“La Fiom di Palermo continuerà nella sua battaglia di denuncia sui temi della legalità e della sicurezza. Alla luce di quanto sta accadendo al cantiere di Monfalcone, dove l’attività produttiva è stata sospesa per un sequestro disposto dall’autorità giudiziaria, appare chiaro che le tante battaglie che la Fiom Cgil di Palermo, insieme alle sue Rsu, hanno portato avanti al Cantiere Navale di Palermo, non sono frutto di pretestuose contrapposizioni, così come ha sempre sostenuto l’azienda, ma l’inevitabile denuncia di ciò che riteniamo non funzioni dentro la più grande struttura produttiva della città”. A dichiararlo è il segretario della Fiom Cgil di Palermo Angela Biondi, che rivendica il diritto di documentare e far conoscere all’esterno quello che accade al Cantiere Navale, denunce più volte oggetto di divergenze con l’azienda, che ha sempre ritenuto “strumentali” le iniziative del sindacato di metalmeccanici.
“Adesso chiediamo a Fincantieri di smettere di ripetere che sono le lotte dei lavoratori a fare scappare il lavoro a Palermo. Quello che sta accadendo a Monfalcone dimostra che la colpa non è sempre degli operai – aggiunge il rappresentante Fiom di Fincantieri Francesco Foti – Legalità e sicurezza sono sempre stati i temi su cui la Fiom si è battuta nel contrapporsi a una gestione del cantiere da noi ritenuta non adeguata a garantire il lavoro e i suoi lavoratori. Da tempo, ad esempio, chiediamo l’applicazione integrale del protocollo di legalità”.
L’ultima richiesta del sindacato in tema di sicurezza riguarda i controlli sugli accessi dei mezzi al cantiere. “Gli ingressi di auto e moto continuano a essere concessi in modo discrezionale e in assenza di una regolamentazione che garantisca all’interno dell’area di lavoro controlli e sicurezza. Alla nostra richiesta di un piano complessivo – aggiungono Angela Biondi e Francesco Foti – Fincantieri, invece di affrontare il problema, lo ha risolto escludendo da oggi a una decina di operai addetti alla manutenzione, che lavorano con turni h24, la possibilità di entrare al lavoro con il proprio mezzo, lasciando invece incontrollato l’accesso di altri mezzi esterni”.

CISA (RAVENNA), 4/7 CORTEO E COMIZIO LANDINI (FIOM)

Si svolge sabato 4 luglio a Faenza (Ravenna) la manifestazione di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil contro gli annunciati licenziamenti alla Cisa. “Il territorio di Faenza – spuega un comunicato – già impoverito dalla chiusura di aziende importanti, rischia di perdere anche Cisa. L’impatto occupazionale annunciato dall’azienda prevede il licenziamento di 238 persone solo a Faenza”. L’appuntamento è alle 9.15 davanti allo stabilimento (via Granarolo 143), cui seguirà un corteo fino a piazza della Libertà. Lì si terrà il comizio di Maurizio Landini, segretario generale Fiom Cgil.

GOLDONI DI CARPI (MO), 3/7 SCIOPERO E PRESIDIO

Sciopero per l’intera giornata alla Goldoni Spa di Migliarina di Carpi, venerdì 3 luglio con presidio davanti cancelli (via Canale 3) a partire dalle ore 7.30 sino alle 12.30, a causa dei mancati pagamenti degli stipendi di aprile, maggio e giugno. Come una doccia fredda, la direzione aziendale ha infatti comunicato alla Fiom Cgil e alla Rsu nell’ultimo incontro di lunedì 29 giugno in Confindustria a Modena, che il giorno 30 giugno avrebbe depositato domanda di concordato con continuità presso il Tribunale di Modena, che porterà al “congelamento” di tutte le retribuzioni spettanti: ne dà notizia in una nota la Fiom Cgil di Carpi.
“Sperando che la scelta del concordato possa permettere all’azienda di superare il grave momento in cui versa e salvare tutti posti di lavoro – afferma Antonio Petrillo della Fiom Cgil di Carpi – siamo comunque critici nei confronti della direzione aziendale per le promesse fatte e non mantenute circa il pagamento di quanto dovuto prima della presentazione di domanda di concordato”. Negli ultimi anni, la Fiom Cgil unitamente alla Rsu ha cercato di modificare l’atteggiamento passivo tenuto dalla Goldoni Spa con iniziative sindacali, “chiedendo piani industriali ed investimenti per poter avere un rinnovamento organizzativo e tecnologico che permettesse di superare la crisi e ritornare alla piena occupazione” continua il sindacalista della FiomCgil.
“A causa dei mancati investimenti e delle scelte non fatte da parte della Goldoni – aggiunge Petrillo – non è stato possibile evitare un altro tipo di conclusione della vicenda, anzi dopo aver utilizzato ammortizzatori sociali per evitare perdite di occupazione, oggi ci troviamo ad interrogarci su quale futuro ci aspetta e sulla difficile condizione finanziaria in cui versa l’azienda”. I lavoratori unitamente alla Rsu e alla Fiom Cgil metteranno in campo, come già fatto in passato, tutte le iniziative necessarie affinché la Goldoni riprenda ad essere un’azienda leader nel settore delle macchine agricole, mantenendo tutti i livelli occupazionali, “perché – continua Petrillo – non devono essere i 300 lavoratori a pagare per le irresponsabilità dell’impresa”.

FINCANTIERI MONFALCONE, BELCI (CGIL FVG): IMPENSABILE FERMARE PRODUZIONE

“Il blocco del cantiere di Monfalcone si rivela sempre più chiaramente come una questione più burocratica che sostanziale. Non ci sono infatti, rischi per la salute o di inquinamento ambientale, ma solo una diatriba sulla titolarità dell’autorizzazione e sulle modalità di smaltimento non di rifiuti, ma di scarti di produzione”, così in una nota Franco Belci, segretario generale Cgil Fvg.
“Il richiamo del presidente nazionale di Confindustria alla questione Ilva- continua il sindacalista- è, da questo punto di vista, deltutto fuori luogo. Chiediamo una rapida azione della magistratura per formalizzare eventuali prescrizioni e un’ottemperanza dell’azienda alle stesse. Anni fa, in occasione di un sequestro per una questione ben più grave dello stabilimento siderurgico di Servola, la procura di Trieste era stata disponibile al confronto e una soluzione era stata rapidamente trovata”. “Bene fa il governo a pensare alla predisposizione di una norma, che però ha i suoi tempi. Non si può pensare che la produzione si arresti e che i lavoratori rimangano senza stipendio e senza ammortizzatori: pensiamo perciò si debba operare rapidamente in loco”, conclude Belci.

1 Lug 2015
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