Caos in piazza del Quirinale, le lacrime della figlia di Fontana…

ROMA – Una mezz’ora di ordinaria follia. Finito il giuramento del governo, ecco il primo cambiamento: non ci sarà la consueta possibilità di intercettare i ministri nel salone delle feste, i giornalisti devono lasciare il palazzo e appostarsi sotto il sole in piazza del Quirinale. Ci sono 29 gradi e niente ombra. Davanti al palazzo della Corte costituzionale un centinaio di sostenitori dei Cinque stelle; davanti al Quirinale altrettanti cronisti e operatori. Le forze dell’ordine provano a contenere tutti dietro un nastro.

La situazione pare sotto controllo. Almeno finché esce Enzo Moavero, il primo dei ministri a lasciare il palazzo. I giornalisti ‘forzano’ il cordone della polizia e da lì in poi è il liberi tutti. Conte esce su un’auto blu, poi i ministri che vanno via alla spicciolata, chi a destra chi a sinistra, e i cronisti che si spostano come sciami d’api un po’ qua e un po’ là. Tria è gettonatissimo, il generale Costa e Giulia Grillo non se li fila quasi nessuno. Erika Stefani è radiosa, Giulia Bongiorno pare terrorizzata dalla folla.

Ad attendere Lorenzo Fontana in piazza ci sono moglie e figlia piccola con pelouche e ciuccio rosa. Quando all’improvviso le telecamere marciano decise verso il papà, la bimba salta in braccio alla mamma e scoppia a piangere. “Stai tranquilla- la consola la madre- non vedi quanta polizia c’è qui?”.

A pochi metri ci sono decine e decine di forze dell’ordine, che però sono prese dal traffico di automobili. Tra poco infatti inizia il ricevimento al Quirinale per la festa del 2 giugno e a dozzine di auto blu che devono scaricare i notabili vestiti a festa è concesso parcheggiare in piazza. Così la polizia è impegnata ad allontanare i cronisti dai ministri, a scortare i ministri verso i taxi e le auto blu, a smorzare la auto blu che aggressive provano a investire un po’ chiunque.

Quando escono Salvini e Di Maio è il delirio: sono il piatto forte del giorno. Salvini si toglie la giacca e sorride, Di Maio saluta i militanti Cinque stelle. Qualche minuto prima sono usciti anche i suoi genitori. Il papà resta in silenzio, la mamma concede una battuta: “Certo che sono orgogliosa”.

Intorno a loro continua il carosello di poliziotti che inseguono cronisti che inseguono ministri che inseguono auto blu. Il fuoco d’artifico finale è Paolo Savona. Assediato dalle tv non proferisce verbo. Prima di salire in macchina sussurra: “Sono specializzato in silenzi”.

Dietro di lui la piazza si ricompone: gli invitati del Quirinale stanno entrando a palazzo per la festa.

1 giugno 2018
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