Veneto

In bici per sostenere la mega ciclovia Venezia-Torino

VENEZIA – L’idea è quella di un’unica pista ciclabile di 679 chilometri lungo le stesse quattro regioni attraversate dal Po: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Ma ne mancano 293 chilometri. Per sostenerne la realizzazione, domani parte una biciclettata, da Venezia, che vede anche il sostegno di Confesercenti Emilia-Romagna. Il progetto, denominato Vento, è di un docente del politecnico di Milano, Paolo Pileri, che domani sarà in sella alla sua bici per sensibilizzare cittadini e istituzioni. Per quattro ciclovie turistiche, tra cui la Vento, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di erogare un finanziamento di 4,77 milioni di euro destinati ai progetti di fattibilità tecnica ed economica. E alla Vento ne sono destinati 2,75 milioni. Peccato però che il costo stimato sia di 129,70 milioni, perché lungo il tracciato ci sono tre differenti situazioni. I tratti esistenti e già pedalabili in sicurezza sono solo il 15%, cioè 102 chilometri, quelli pedalabili solo agendo sulle regole d’uso sono il 42% (284 chilometri), quelli che necessitano di interventi più o meno complessi sono il 43% (293 chilometri). Il che significa che circa il 43% del tracciato, cioè 293 chilometri su 679, non è ancora percorribile e necessita di interventi di adeguamento. Da qui la pedalata che prende il via domani e che Confesercenti Emilia-Romagna appoggia. Secondo il presidente Assohotel Confesercenti Filippo Donati, infatti, il progetto è “un’importante e ulteriore opportunità di promozione e sviluppo dei nostri territori e delle imprese per le quali già da tempo promuoviamo la Borsa del Turismo fluviale del Po che quest’anno partirà il 28 settembre”.

Anche il direttore di Confesercenti Stefano Bollettinari è convintissimo: “Quest’opera sarà sostenuta in tutti i modi e in tutte le forme necessarie da Assoturismo Confesercenti”. Questo perché è una “vera opportunità per il turismo della nostra regione, che ha già puntato da tempo su questo ambito, essendo il cicloturismo già sviluppato con gran successo in molti paesi europei”. Questo modo ecosostenibile di viaggiare, conclude Bollettinari, “consente di portare un indotto economico a tutte le attività commerciali e turistiche che si trovano nelle zone attraversate dal Po e anche di creare nuove piccole imprese a sostegno dei cicloturisti”.

1 giugno 2017
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