Liguria

Liguria, Paita continua a puntare il dito contro Pastorino: “Ci ha rovinato”

GENOVA – Tutta colpa di Luca Pastorino, o quasi. Raffaella Paita, oggi al point elettorale del Porto Antico per la conferenza stampa a commento della sconfitta, punta il dito contro il candidato di Rete a sinistra, come già aveva fatto stanotte subito dopo la doccia fredda dela sconfitta della dem candidata alla presidenza della Liguria. “La principale motivazione di questa sconfitta- accusa Paita- sta nella rottura a sinistra, che ha determinato un indebolimento della nostra coalizione. Siamo andati soli al voto. E i dati dicono che se avessimo avuto anche la compagine di Pastorino, che peraltro ha fatto un risultato modestissimo persino a Genova, avremmo vinto senz’altro le elezioni”. La candidata Pd parla di “azione cinica e spregiudicata che ha determinato la vittoria della destra. E non parliamo- continua Paita- di una destra qualsiasi, ma di quella del portavoce di Silvio Berlusconi e di Matteo Salvini”.

La crescita della Lega Nord per l’esponente del Partito democratico si fonda su ragioni di carattere nazionale e ragioni di carattere locale. “In questo senso- precisa Paita- hanno influito le questioni sulla sicurezza del centro storico, per esempio il mercatino di via Turati, e i disagi di Sampierdarena”. Quest’ultima delegazione genovese, tra l’altro, è “governata” dal presidente di Municipio del Pd Franco Marenco, vice designato della Paita in caso di vittoria, ma sparito dai radar politici nelle ultime settimane. Solo ieri sera, a sconfitta quasi certa, lo si è visto al point del Porto Antico.

“La Liguria non è una regione assodata di centrosinistra, ha sempre avuto un’alternanza, ecco perché la situazione è diversa rispetto al Veneto”. Così risponde Raffaella Paita alla domanda sul perché in Liguria il centrosinistra diviso ha perso, mentre la spaccatura nella Lega tra Flavio Tosi e Luca Zaia non ha punito il governatore uscente. “Qui la maggioranza di centrosinistra va consolidata ogni volta- spiega Paita – Senza dimenticare la Lega che in Liguria torna sempre. Questa è una Regione borderline”.

1 giugno 2015
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