Fondi Ue, Meridiana: “Strumenti non più relegati nelle stanze dei burocrati”

Lo ha spiegato alla Dire il presidente di Meridiana Italia, Antonio Imbrogno, intervenendo a un seminario formativo promosso da Meridiana Lab
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NAPOLI – “Siamo in un momento delicato nel quale si inizia a discutere della prossima programmazione 2021-2027 per una fase di grave incertezza legata a due fattori, le ripercussioni della Brexit e le prossime elezioni europee”. Lo ha spiegato alla Dire il presidente di Meridiana Italia, Antonio Imbrogno, intervenendo durante un seminario formativo promosso da Meridiana Lab nel dipartimento di Scienze Politiche dell’università di Napoli Federico II. 



L’incontro, nato come momento di formazione interna a Meridiana, è stato aperto anche alla partecipazione degli studenti “perché – ha sottolineato – parliamo di strumenti spesso relegati alle segrete stanze di alcuni burocrati europei. Credo che, invece, debbano trovare spazio, visibilità e conoscenza in tutti i contesti della società civile anche per l’impatto che avranno nella vita di tutti noi”. 

Meridiana Lab è nata nel 2018 proprio con l’obiettivo di creare un luogo di “confronto, approfondimento e analisi per provare ad affrontare al meglio il nuovo ciclo di programmazione – ha osservato Imbrogno – magari partendo proprio a quello che non ha funzionato con il ciclo che si sta chiudendo”. 

Per questo Meridiana, sulle opportunità e le sfide della politica di coesione europea 2021-2027 in Italia e soprattutto al Sud, organizzerà incontri aperti alla società civile e iniziative “nei mesi a venire, partendo dal presupposto che bisogna focalizzare l’attenzione non tanto sulla quantità della spesa quanto più sulla qualità degli investimenti finanziati con i fondi europei. La conoscenza delle politiche di coesione – ha concluso Imbrogno – credo che sia un passaggio fondamentale anche per l’impatto che queste politiche hanno sui territori, in particolare nelle aree più svantaggiate del Paese”.

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1 Aprile 2019
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