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Calcio. ‘Ciro vive’ nel cuore di mamma Antonella: “Non si può morire per uno sport”

Presentazione Ciro vivepROMA – Ciro Esposito ha lasciato un sorriso, “quel sorriso che mi da la forza di andare avanti. Spero che la morte di mio figlio possa unire la città di Napoli, la periferia, ma pure tutta Italia, lo sport, il calcio”. L’appello accorato di Antonella Leardi, la mamma di Ciro Esposito. Oggi è stata una giornata importante per tutta la famiglia del giovane tifoso napoletano, ferito a morte un anno fa in occasione della finale di Coppa Italia, giocata allo stadio Olimpico di Roma tra Napoli e Fiorentina. È stata una giornata importante perché la signora Leardi ha voluto presentare il libro sul figlio, ‘Ciro Vive’, scritto con la giornalista Rai Vittoriana Abate, proprio in quello stadio dove il figlio non è mai potuto arrivare.

Mamma Antonella, nel suo intervento, ha voluto ringraziare tutti quelli che le sono vicini, da cui sta avendo “tanto amore. Il cammino sarà lungo, spero si possa concretizzare, con l’associazione ‘Ciro Vive’, ciò che Ciro ci ha lasciato”. Ma non solo. Il suo augurio è anche quello che “si possa concretizzare qualcosa per Scampia, per la città di Napoli e per tutte quelle città che hanno le periferie maltrattate. Io sono cittadina di Scampia ma anche una cittadina italiana”.

La speranza, dice ancora la signora Leardi, è che il libro “possa toccare i cuori di tante persone. Ciro vive nei cuori di chi lo ama”.

La prefazione del libro dedicato a Ciro Esposito è di Giovanni Malagò, presidente del Coni: “La realtà della vita ti porta a osservare, a toccare con mano una vicenda come quella di Ciro – ha detto il numero uno dello sport italiano nel suo intervento – Ognuno può reagire come ritiene, a modo suo. Questa vicenda riguarda il mondo del calcio. Che non si deve lasciare solo”. Per mantenere un ricordo di Ciro, il Coni ha voluto istituire una borsa di studio a suo nome, riservata a tutti quelli che rispetteranno le regole, “per chi fa qualcosa che è opposto a quello che è successo a Ciro”. Nell’occasione è stato premiato il giovanissimo Stefano Cedrini, schermidore 13enne di Ravenna, che in una gara ha ‘ridato’ indietro una stoccata inizialmente assegnatagli ma, effettivamente, non portata a termine. Malagò ha infine ricordato che della famiglia di Ciro e di Ciro “si sono dette tante cose, alla mamma sono stati fatti tanti complimenti. Hanno anche cercato spesso di provocarla, ma non ha mai abboccato, non si è mai fatta strumentalizzare”.

di Adriano Gasperetti

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01 aprile 2015

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