Guinea, 140mila firme contro la diga che minaccia gli scimpanzè

Il parco naturale di Moyen-Bafing, 6.426 chilometri quadrati nel nord del Paese, era stato creato l'anno scorso grazie al sostegno della Banca mondiale
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ROMA – Allarme in Guinea per una diga che dovrebbe essere costruita presso le cascate Koukoutamba da una società cinese: secondo i promotori di una petizione online che ha già raccolto 140mila firme, l’opera minaccerebbe la popolazione e le specie in via di estinzione che vivono sul posto.

Il progetto è stato approvato questa settimana con un accordo tra rappresentanti del governo di Conakry e responsabili della Sinohydro, gigante dell’energia idroelettrica. Secondo fonti del quotidiano britannico ‘The Guardian’, la centrale rischia di inondare la riserva, compromettendo la vita di 1.500 esemplari di scimpanzé e costringendo 8.700 persone a lasciare le proprie case. A pagare le conseguenze ambientali del progetto sarebbe anche una specie rara di pianta acquatica.

Negli ultimi mesi, appelli contro la costruzione della diga erano stati lanciati da più parti e sono già oltre 140mila le firme raccolte da una petizione sul sito ‘Thepetitionsite’ per chiedere alla Banca Mondiale e al governo guineano di fermare l’iniziativa.

Il parco naturale di Moyen-Bafing, 6.426 chilometri quadrati nel nord del Paese, era stato creato l’anno scorso grazie al sostegno della Banca mondiale con l’obiettivo di proteggere circa 4mila esemplari di scimpanzé.

Proprio la Banca mondiale, si evidenzia nella petizione, ha finanziato più tardi anche gli studi di fattibilità per il progetto cinese.

In Africa occidentale, la popolazione di scimpanzé è diminuita di oltre l’80 per cento negli ultimi 20 anni.

Nel settembre 2016, il primate è stato classificato come specie “gravemente a rischio” dalla International Union of Nature Conservation (Iunc).

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1 Marzo 2019
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