Il paradosso di un amore morboso che prelude al femminicidio

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Il paradosso di un amore morboso che prelude al femminicidio

ROMA – “Nella mentalità popolare gli amori pubblicati sui social, e sottolineati da insistenti effusioni, sono stati sempre ammirati dai giovani per la scia delle emozioni che producono, ma tanti genitori cercano di scoprire se, dietro la poesia delle belle parole e delle manifestazioni sentimentali impetuose, non si nasconda una testa calda di un soggetto poco affidabile o fragile dal punto di vista matrimoniale. Appunto, il matrimonio e la vita coniugale necessitano di saggezza ed autocontrollo delle emozioni, non per vivere una vita monacale, ma piuttosto per avere un tantino di lucidità per affrontare con prontezza le immancabili difficoltà o le scelte importanti che si presentano in continuazione”. È il commento di Gennaro Iasevoli, docente di Psicologia Giuridica dell’Università Parthenope di Napoli, all’indomani dei fatti di Latina.

“Talvolta gli amori morbosi, ostentati sui social, servono ‘subdolamente’ a ‘marcare il territorio’– spiega lo psicologo giuridico- servono cioè a mettere in atto una strategia possessiva per dire agli altri questa persona, ora e sempre, sarà solo mia. Altro che emozioni, ciò esprime già atteggiamenti protettivi che rappresentano l’attaccamento possessivo e geloso. La mente malata trova nel partner l’oggetto del suo passatempo morboso senza una finalità o una meta precisa. L’amore morboso che il partner (in genere la donna) interpreta come fantastico, non è altro che un fanatismo dagli sbocchi imprevedibili. In questi casi non ci sono progetti veramente compatibili con la situazione economica e familiare personale, ma soltanto promesse fumose ed inverosimili. La persona esaltata cerca di mantenere ‘alto’ il livello delle emozioni, sui social, direi soprattutto in modo virtuale, evitando di discutere in concreto le sue promesse. Talvolta comincia a costruire l’isolamento del suo o sua partner per poterne disporre maggiormente.

“L’amore ossessivo è pura follia che si converte in persecuzioni e stalking. Ecco che l’amicizia, il fidanzamento, la convivenza, il matrimonio e la separazione talvolta sfociano in una realtà nefasta, quando uno dei protagonisti comincia ad avere – probabilmente per uno smacco subito, spesso inatteso o addirittura meritato – reazioni aggressive, fissazioni, frequentazioni e comportamenti anomali sottovalutati. Comunque- ricorda il professore universitario- c’è la possibilità di rendersi conto in tempo di queste anomalie. Quando vengono scoperte non bisogna prendersela più di tanto, né inventarsi delle soluzioni a testa propria, o addirittura arrivare ad una ‘pericolosa sfida’, che produce la caduta della potenziale vittima nelle molteplici trappole che quasi sempre, con pura cattiveria e spiccata abilità, vengono abbondantemente premeditate: ecco il paradosso dell’amore morboso che si trasforma in femminicidio. Molte donne, velocemente, appena è possibile, cercano di ‘prendere le distanze in tutti i sensi’, e ben fanno, con attenzione e ‘cautela per non urtare la suscettibilità psicologica della mente malata’ e soprattutto, come consigliano i ‘centri antiviolenza’, facendosi aiutare quanto più è possibile da tutti, sia dalla propria famiglia, sia dai legali che dagli esperti di queste problematiche. Purtroppo- continua Iasevoli- se bisogna competere con persone maleducate, squilibrate e violente non si può tenere nascosto il problema, ma ci vuole per forza l’aiuto di tutti quelli che costituiscono la società sana con gli opportuni aiuti legali. La criminalità femminicida ha degli aspetti molto difficili da prevedere, pertanto abbiamo ascoltato più volte l’improbabile quanto superficiale ed inutile valutazione dei vicini di casa che non riescono ad immaginare l’evoluzione paradossale dell’amore ostentato e morboso in femminicidio. Come può succedere che un uomo giura l’amore, chiede un ultimo incontro e già covi il femminicidio nella mente? D’altra parte anche i vicini di casa, dopo i delitti efferati, si limitano a descrivere i conoscenti in maniera del tutto bonaria e superficiale. Più recentemente, però, alla luce delle quotidiane informazioni giornalistiche e televisive- conclude- hanno cominciato, prudentemente, a fare mente locale su tanti comportamenti paradossali”.

1 marzo 2018
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