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Creativi e imprenditori: sono i giovani di Funder 35

ROMA – Una piattaforma web per pacchetti turistici esperienziali, un’Academy stabile dedicata alla musica, spettacoli teatrali rivolti a bambini, scuole e famiglie. E ancora, una tournee che porta i grandi classici nei bar per attrarre nuovo pubblico, laboratori per usare l’arte contro inquinamento, bullismo e guerra, ma anche la creazione di archivisti 2.0. Sono in tutto 57 i progetti vincitori di Funder 35, il bando promosso da 18 Fondazioni associate ad Acri che sostiene con 2,5 milioni di euro le imprese culturali composte da under 35.

L’iniziativa

Nata nel 2012 in ambito Acri, l’associazione delle fondazioni e dalla sua commissione per le Attività e i Beni culturali coordinata da Marco Cammelli, Funder 35 ha selezionato fino a oggi oltre 160 progetti sostenuti con circa 8 milioni di euro. Oltre le 57 organizzazioni finanziate con l’edizione 2016 con una media di 44mila euro a progetto, se ne aggiungono altre 15 che, pur non ricevendo un contributo economico, beneficeranno di un accompagnamento alla formazione. L’iniziativa, ha spiegato oggi il presidente Acri, Giuseppe Guzzetti, intervenuto al Collegio romano per premiare i vincitori accanto, tra gli altri, al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, “si rivolge a un settore di non secondaria importanza per l’occupazione giovanile. Nel sistema produttivo culturale e creativo i giovani nella fascia di età 25-34 anni, infatti, sono il 22,7% del totale occupati contro il 17,9% delle altre professioni”. Spesso, però, la creatività e l’impegno non sono sufficienti a garantire la sostenibilità nel lungo periodo di un’impresa, e allora, per Guzzetti “anche in queste imprese le dinamiche gestionali devono seguire criteri capaci di garantire almeno la remunerazione del lavoro e i costi”.

Diversi settori culturali

Le realtà che saranno sostenute sono già attive in diversi settori culturali come arte, cinema, musica, danza, archeologia, cultura circense e teatro. Le attività che saranno realizzate anche grazie al finanziamento comprendono creazione di centri culturali, valorizzazione di archivi audiovisivi, fotografici, documentaristici (come il progetto presentato dall’Associazione Museo nazionale del cinema di Torino), percorsi di formazione alle professioni dell’arte e della creatività e all’innovazione tecnologica, oltre al consolidamento organizzativo e gestionale delle imprese anche per l’ampliamento e il rinnovamento dell’offerta culturale. “Funder 35 si caratterizza per la capacità di guardare lontano e promuovere buone pratiche- ha spiegato Cammelli- richiedendo alle organizzazioni non solo l’elaborazione di piani pluriennali di attività, ma ancor più una riflessione sul mercato potenziale e sull’innovazione dei processi, fornendo loro accompagnamento e sostegno nel percorso di crescita”. Al Mibact per la premiazione anche il direttore generale Banca Italia, Salvatore Rossi, per il quale “un popolo si identifica con ciò che sa fare, e gli italiani sanno fare bene cultura. E se la cultura ha un’anima di bene pubblico molto forte, questo non basta: si fa buona cultura quando si coniuga cultura e impresa che guadagna e fa profitti. Ecco perché questa iniziativa è meritoria: spinge i giovani a occuparsi di cultura in modo imprenditoriale”.

Organizzazioni distribuite sul territorio nazionale

Le 57 organizzazioni selezionate quest’anno sono distribuite su quasi tutto il territorio nazionale. A fare la parte del leone con 9 progetti vincitori è il Piemonte, seguito a ruota dalla Puglia e dalla Lombardia con 8 progetti, 7 in Veneto, 5 in Emilia Romagna e Toscana, 4 in Sicilia, 3 in Friuli Venezia Giulia, 2 in Basilicata e Sardegna e 1 in Campania, Calabria, Liguria e Marche. Funder 35 “deve essere da modello per quello che dobbiamo fare in Italia- ha detto il ministro- Tra pochi giorni sono tre anni che sono alla guida di questo ministero. Non solo per l’azione del Mibact, in questo tempo ho registrato un clima molto cambiato, a partire dalla centralità dell’attenzione da parte di mondi che hanno capito come investire in cultura sia una delle condizioni per far crescere il Paese. Si è fatta molta strada e se ne può fare ancora- ha aggiunto Franceschini- se si comprende che cultura non vuol dire soltanto investire nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio, ma anche nei talenti e nell’industria creativa”. Per il titolare del Collegio romano si tratta di “fare scelte pubbliche e private all’interno di una vocazione del sistema Paese. E Funder 35- ha concluso- va in questa direzione, promuovendo interventi che aiutano a fare crescere progetti che sono uno piu’ affascinante dell’altro. Abbiamo un percorso straordinario da fare in un settore in cui l’Italia è un Paese guida e lo può diventare ancora di più”.

 

01 febbraio 2017

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