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DIRE Emilia-Romagna

Teatro dei burattini terapeutico, a Unimore parte il corso/FT e VD

MODENA – All’Università di Modena e Reggio Emilia nasce il primo corso in Italia dedicato al teatro dei burattini come strumento di educazione e di mediazione sociale. Il percorso formativo, che inizierà a marzo sotto la direzione del docente del dipartimento di Educazione e scienze umane dell’Unimore Sandro Rubichi, è promosso dallo stesso Ateneo insieme ai Comuni di Modena e Reggio, la Fondazione Reggio Children, la Fondazione Sarzi dell’omonima famiglia di burattinai reggiani, e la Fondazione Farstudium regiense per lo sviluppo dell’Università. Tra i finanziatori, lo studio Baldi e alcune imprese locali. Nello specifico il corso sul “teatro di animazione come strumento di intervento in ambito educativo, sociale e medico sanitario” è strutturato in quattro moduli per un totale di 260 ore di cui 236 per la didattica e i laboratori e 24 di stage. E’ aperto a tutti fino ad un massimo di 50 partecipanti, rivolgendosi però in particolare alle associazioni del terzo settore e agli operatori del welfare. La quota di iscrizione è di 600 euro. Le lezioni (tutti i venerdì e i sabati dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18) si svolgeranno fino alla fine di giugno, snodandosi tra le sedi universitarie, il centro internazionale Loris Malaguzzi e la sede della Fondazione Sarzi.

A presentare il progetto è questa mattina l’assessore comunale all’educazione di Reggio, Raffaella Curioni, spiegando che il corso, sorto nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra Comune e Ateneo siglato un anno e mezzo fa, “ribadisce ancora una volta che la comunità reggiana lavora e investe con coraggio da 40 anni per portare innovazione e ricerca in campo pedagogico“. E lo fa “non solo dando continuità all’impegno sui servizi e le infrastrutture per gli studenti, ma anche sui contenuti di quella che viene riconosciuta ormai una competenza specifica della città”.

Gianpietro Cavazza, assessore alla Cultura del Comune di Modena, dopo aver sottolineato la collaborazione “non scontata” fra le due città che viene però portata avanti “da diverso tempo”, afferma: “Da diversi anni si parla di ‘welfare culturale‘, cioè di come la cultura aiuti a star bene le persone. Ben venga questo corso che aiuta a far crescere questo settore nei nostri territori”. Il corso di formazione però, dice Francesca Bergamini della Regione, “non è solo una prassi locale, ma diventerà esperienza di tutta la regione fornendo un esempio di risposta ai nuovi bisogni di inclusione che emergono”. L’esperienza è positiva anche per Carla Rinaldi, presidente della Fondazione Reggio Children, per cui “si porta un rinnovamento in un patrimonio di esperienze educative della città, in questo caso del teatro d’animazione con i burattini”. Per informazioni sul corso e iscrizioni è attiva la mail [email protected]

di Mattia Caiulo, giornalista professionista

01 febbraio 2017

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