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Alta tensione in Ucraina, l’Onu: “Ripristinare immediatamente il ‘cessate-il-fuoco’”

ROMA – Ancora “nessuna garanzia” di una sospensione dei bombardamenti su Avdiivka, la cittadina sulla linea del fronte tornata nei giorni scorsi ostaggio del conflitto civile nell’est dell’Ucraina: così oggi Pavel Zherbivskij, responsabile dell’amministrazione regionale.

Le dichiarazioni sono state rilanciate dall’edizione online del quotidiano ‘Ukrayinska Pravda’ poche ore dopo che la situazione ad Avdiivka era stata al centro di una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In un documento approvato ieri sera, l’organismo dell’Onu aveva denunciato un “peggioramento pericoloso” e chiesto “un ripristino immediato del cessate-il-fuoco”.

Dal 2014, il conflitto tra l’esercito di Kiev e i separatisti dell’est dell’Ucraina ha provocato oltre 9700 morti. Ad Avdiivka vivono tra le 16 mila e le 22 mila persone. Le autorità locali, fedeli al governo ucraino, hanno preannunciato un piano che prevedrebbe l’evacuazione di circa 8000 mila persone al giorno. Questa settimana, secondo fonti concordanti, a perdere la vita sono stati diversi ribelli e almeno sette soldati. E le ong impegnate nell’aiuto umanitario lanciano anche un altro allarme: la sospensione delle forniture di acqua ed elettricità sta colpendo migliaia di persone, esposte a temperature sotto lo zero.

di Vincenzo Giardina

01 febbraio 2017

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